Migliori Film Horror 2019: classifica dei più belli di sempre e recenti

Non passano mai di moda, fanno sentire i più piccoli “adulti” e più valorosi e impavidi i grandi. Piacciono e spaventano: sono i film horror che nel loro genere inquietante, spesso legato al thriller, al macabro o al paranormale, non conoscono crisi.

Ne esistono di davvero molti tipi e ogni anno nelle sale cinematografiche ne escono di nuovi. Adesso, però, ne analizzeremo soltanto i migliori, quelli che ci fanno saltare su dal divano per lo spavento ogni volta che li guardiamo anche se ormai li conosciamo a memoria e quelli che ci hanno visto, più di recente, con gli occhi coperti dalle nostre mani sul grande schermo e anche sul piccolo, visto che ormai non è raro guardare film, anche di questo genere, dallo schermo del proprio televisore o computer prodotti da Netflix o, addirittura, non è impossibile averne una copia in dvd i blue ray per rivedere nel 2019 i nostri film horror preferiti.

I film horror migliori di sempre: la classifica aggiornata 2019

Hanno fatto il buono e il cattivo tempo, sono diventati dei veri e proprio cult anche nel 2019 entrando a gamba tesa nella cultura di massa. Alcuni sono divenuti base per i cosiddetti “meme” (le immagini umoristiche che diventano virali nel regno dei Social Network) come le gemelle di Shining, altri sono invece emoticon da inserire in alcune applicazioni di chat come Freddy Krueger e la Samara di The Ring su Telegram. Molto spesso sono proprio queste le punte di diamante, questi film che conosce anche chi non li ha mai visti per intero, a rappresentare i must del cinema che non possono mancare nella lista delle pellicole viste da ogni cinefilo ossessionato dal genere o semplicemente appassionato.

Uno dei più famosi che merita di essere citato per primo è, senza dubbio, L’Esorcista uscito nelle sale cinematografiche nel 1973. Diretto da William Friedkin e tratto dal romanzo omonimo di William Peter Blatty che ne curò anche la sceneggiatura, il film nonostante le scene di censura ha avuto un estremo successo fin dalla prima uscita tanto da portare alla produzione di ben due sequel. Come sta ad indicare il titolo stesso del film, questo è un horror davvero molto legato alla religione. Fin dalla prima scena, infatti, si sente molto attiva e viva la presenza di dei sia del passato che del presente. Il film si apre con il ritrovamento nell’Iraq del Nord, sotto gli occhi sgomenti e turbati di un sacerdote cattolico che presiede la spedizione archeologica,  di una statuetta che raffigura il demone Pazuzu che nel frattempo, dall’altra parte dell’oceano, viene evocato per errore dalla figlia di una attrice che stava giocando con una tavola ouija. Da quel momento per Regan, questo il nome della bambina, iniziano le macabre avventure che, oltre a riguardare gli squilibri psichici e fisici della giovane, riguardano anche la cittadina intera in cui abita, soprattutto la zona relativa alla chiesa, che culmina con la morte di un uomo a cui l’attrice aveva lasciato sua figlia per una sera. Dubbi e visite specifiche psicologiche ne attestano realmente gli squilibri, ma è quando inizia a parlare al contrario prima e in francese e latino poi, lingue mai studiate dalla bambina, che si opta per curarla tramite esorcismi. Proprio durante questa cura esce fuori il demone in tutta la sua intensità, in tutto il suo orrido comportamento, atto a spaventare lo spettatore anche nel 2019.

A soli quattro anni di distanza esce, invece, un classico italiano firmato Dario Argento: Suspiria. A due anni dall’uscita dello storico Profondo Rosso, dalle tinte più gialle che horror, Dario Argento firma un altro capolavoro ispirandosi al romanzo di Thomas de Quincey, Suspiria De Profundis e dirigendo, in seguito, anche i due sequel relativi alla trilogia: Inferno nel 1980 e La Terza Madre nel 2007. La storia racconta le vicende di Susy, una giovane e promettente ballerina di danza classica, a partire dal suo arrivo alla prestigiosa Accademia di Danza di Friburgo. Proprio in questo convitto in cui giovani promesse della disciplina si ritrovano per allenarsi e vivere, accadono fatti macabri e inspiegabili, dalla pioggia di larve che cadono dal soffitto, fino a misteriose scomparse di allieve: anche le pareti sembrano nascondere i loro segreti.

Tratto, invece, dalla scaramanzia più tradizionale è il titolo del prossimo film che analizzeremo: Venerdì 13. Girato nel 1980, è stato il primo di una lunga e fortunata saga di pellicole spaventose, sebbene questo, proprio il primo, risulti essere quello meglio riuscito in quanto privo di elementi fantastici. Le vicende sono ambientate in epoca contemporanea, più precisamente nell’estate del 1979, quando un gruppo di ragazzi universitari si ritrova a lavorare per la stagione estiva in un campeggio che era stato chiuso ventitré anni prima quando un bambino annegò nel lago e i due animatori, che anziché controllare il bambino stavano amoreggiando durante il triste fatto, trovati morti pochi giorni dopo. I fatti legati al film hanno inizio ben prima della riapertura del camping, bensì quando, qualche giorno prima, è lo staff a recarsi sul luogo: i giovani universitari, una aspirante cuoca e il proprietario del luogo. È proprio qui che ha inizio l’incubo di sangue per i malcapitati. Con l’aiuto di temporali rumorosi e poderosi, la presenza di boschi fitti fitti e il buio notturno, elementi clou del genere, il film strizza l’occhio al giallo, non dimenticandosi mai la sua vera natura con sangue, scene impressionanti e numerosi assassini.

Anno nuovo, film horror diverso. Del 1981, infatti, è La casa di Sam Raimi che, nonostante la trama horror pazzesca e al contempo classica, non sembra aver ottenuto il successo tanto ricercato e atteso a causa di innumerevoli critiche contrastanti. Horror e fantasia si mescolano in questo film spaventoso. È proprio nella casa presente nel titolo che inizieranno a prendere vita avvenimenti spaventosi e macabri, dalla chiave inserita nel portone prima di entrare nella casa alla liberazione di uno spirito maligno durante l’ascolto di un nastro (agli amanti del vintage piacerà). Se vi aspettate qualcosa di particolarmente innovativo, state pur certi, non lo troverete: siamo davanti al classicone del “vado a vedere cosa succede” dopo aver sentito dei rumori provenire dalla cantina al quale tutti gli spettatori, consapevoli del loro ruolo, rispondono comunque di non andare ad uno schermo televisivo. Nonostante ciò  il film diventa presto un cult che non può mancare: il risultato è straordinario se si pensa al budget estremamente ridotto. Rappresenta, inoltre, l’esordio del papà di Spiderman e quindi può essere un immancabile per gli appassionati e per chiunque si trovi a voler approfondire anche nel 2019 questo genere.

Un altro film degno di nota, divenuto cult, che tutti almeno una volta nella nostra vita abbiamo visto o, quantomeno, sentito nominare è senza dubbio La notte dei morti viventi, realizzato, però, circa almeno una decina di anni prima rispetto a quelli che abbiamo trattato fino ad ora. Diretto, scritto, fotografato, montato e musicato da George A. Romero, ha sicuramente un luogo in comune con il film precedente. La storia, infatti, è ambientata in una casa in Pennsylvania nella quale si rifugia, dopo un attacco e dopo la morte del fratello, la giovane Barbra insieme a Ben. Sono entrambi in fuga da alcune strane creature, i morti viventi, i quali sono decisi a nutrirsi di carne umana per sopravvivere e contagiare gli umani. I due scoprono che nella casa vi sono altri personaggi, anche essi scappati a seguito di un incontro con questi cadaveri ambulanti e spaventosi che, nel frattempo, continuano a circondare la casa da cui, tramite un televisore, scoprono la vera natura degli zombie. L’intero film ruota intorno all’estenuante tentativo di salvarsi dai morti viventi, ma soltanto uno dei tanti ospiti della casa si salverà fino a quando, una volta giunti sul posto i poliziotti e lo sceriffo, scambiato per uno zombie, viene ucciso anche lui.

Passiamo adesso, invece, ad un altro classico italiano firmato Pupi Avati, La casa dalle finestre che ridono, il quale, realizzato nel 1976, ha vinto tre anni dopo la sua uscita al cinema  il premio della Critica al Festival du Film Fantastique di Parigi. Anche in questo caso l’horror si nasconde dietro ad una trama gialla. Il fascino dei piccoli borghi appenninici e della tradizione artistica italiana si mescolano all’horror e al terrificante, restando però con i piedi ben fissati nel genere thriller. In un paesino del ferrarese, infatti, viene rinvenuto un affresco all’interno della chiesa: esso raffigura il martirio di San Sebastiano in maniera piuttosto cruda. Per farlo rinvenire alla luce viene chiamato un giovane restauratore, Stefano,il quale resta ammaliato dall’opera e decide di iniziare un indagine per approfondire il lavoro e la vita dello stesso autore, misterioso e, almeno in apparenza, non troppo apprezzato dal resto del paese. Iniziano subito, però, ad arrivare le prime telefonate che invitano il giovane ad andarsene e ad abbandonare il compito di occuparsi dell’affresco il più presto possibile. Imperterrito continua nelle sue indagine, girovagando per i luoghi che sembrano essere stati gli stessi del pittore, come case, casali e chiese, fino a giungere alla conoscenza di segreti scomodi e a riportare a galla vecchi ricordi che addolorano la comunità e la stessa famiglia del pittore. Torture, feriti e morti per rendere sempre più reali e verosimili le figure rappresentate negli affreschi e nei dipinti: un mondo di squallore e inquietudine si apre di fronte alle opere del misterioso pittore che riapriranno nuovi scenari, nuove torture e nuovi omicidi.

Nightmare – Dal profondo della notte è un altro film, stavolta interamente horror, scritto e diretto nel 1984 da Wes Craven. Forse nel 2019 molti non ricordano il film dal titolo, ma basterà dire loro che il protagonista è Fred Krueger che verrà riportata alla mente tutta la storia. Le vicende narrate sono quelle di alcuni giovani ragazzi i quali iniziano a fare ogni notte degli strani sogni che si ripercuotono nel presente e nella realtà. La prima è Tina: una notte sogna di essere inseguita da un individuo dalla pelle bruciata che prova a graffiarla con un guanto fatto di artigli, ma quando si sveglia, anziché tranquillizzarsi, si rende conto di avere realmente i segni di una tentata violenze sulla camicia da notte. Dalle vicende di uno squilibrato infanticida di molti anni prima, seguono le vicende di questo film in cui sogno e realtà si fondono fino a non risultare più distinguibili, fino a sembrare realmente un unico territorio.

Dovessimo, però, essere costretti a scegliere un film horror al numero uno della classifica, probabilmente il vincitore sarebbe Shining, classico intramontabile diretto Stanley Kubrick e co-scritto con Diane Johnson nel 1980 basato sul romanzo omonimo di Stephen King. Il pluripremiato Jack Nicholson interpreta il protagonista, un insegnante che, in cerca di ispirazione per scrivere il proprio romanzo, accetta un impiego come guardiano in un hotel che, però, nei mesi invernali resta davvero isolato dal mondo e in cui, proprio a causa dell’assenza di contatti con il mondo esterno, anni prima il vecchio guardiano era impazzito tanto da sterminare la sua famiglia e, infine, suicidarsi. Nonostante ciò lo scrittore in erba vi si trasferisce con la moglie Wendy e il piccolo figlio Danny il quale ha in sé lo shining, la luccicanza di vedere cose che gli altri non possono carpire: un sesto senso che gli permette di vedere nelle situazioni passate, di essere telepatico e preveggente. È nell’albergo lontano dal mondo che hanno vita le vicende horror e soprannaturali che rendono il film horror a tutti gli effetti, prima, almeno, che inizi la caccia all’uomo e la decisione disperata, dettata dalla pazzia e dai consigli di altre figure fantastiche, che porta Jack a voler uccidere la sua famiglia.

Ad essi, però, si sommano piccoli particolari come i segni di vampirismo che ha Jack sul collo quando esce dalla stanza 237, misteriosa e speciale nel film, i morti viventi come la signora anziana proveniente dalla stessa camera e la reincarnazione, quando si scopre che Jack è sempre stato il guardiano dell’hotel. Nel frattempo, però, il film propone anche un ribaltamento dello stile horror in quanto le scene più macabre, dalla comparsa delle gemelline che invitano il bambino a giocare con loro al litigio fra Jack e la moglie, sono tutte illuminate a giorno, senza mai una scena buia, caratteristica che invece ritroviamo generalmente nei film di questo tipo. Molti, infine, sembrano essere i tabù nascosti nel film che lo stesso Kubrick avrebbe voluto lasciare ai propri fan, dalla denuncia del genocidio degli indiani di America, visto che il cimitero sarebbe stato costruito sui resti di un antico cimitero indiano a quello dell’Olocausto della seconda guerra mondiale fino al segreto della spedizione dell’Apollo 11 del 1969 nascosto nella stanza 237. Queste sono soltanto teorie e non è dato a noi confermarle o annullarle in questo articolo, ma sta di fatto che accrescono e rendono ancora più vivo e curioso il mito e l’intera storia di questo film, senza valutare il bisogno impellente che ogni spettatore manifesta con il voler cercare più particolari e dettagli possibili.

Film horror recenti più belli 2019: i migliori da vedere

Visto l’enorme quantità di materiale (i film horror, lo abbiamo visto, sono un genere che sembra non conoscere crisi) ho deciso di racchiudere e lasciare alla fine i migliori usciti dopo il 2000: sebbene abbiano meno di venti anni, molti hanno già fatto storia.

Sono rispettivamente del 2002 e del 2004 eppure, nel 2019, hanno già segnato diverse generazioni di amanti del genere horror, hanno già segnato un’epoca.

Il primo, diretto da Gore Verbinski, è The Ring e si apre con le due ragazze adolescenti, Katie e Becca, che parlano durante una notte con un brutto temporale di quella che dovrebbe essere una leggenda metropolitana. Dopo aver visto una videocassetta, infatti, si vocifera che gli spettatori di essa possano morire. Le due ragazze, naturalmente, sono scettiche all’inizio, ma quando, mentre la stanno guardando, Katie si ricorda di averla già vista una settimana prima e poco dopo muore, Becca cambia idea. Il “fra sette giorni morirai” sussurrato alla cornetta del telefono è un must dei primi anni 2000, mentre Samara, il personaggio spaventoso che dovrebbe uscire dallo schermo televisivo con i capelli scuri in avanti che le coprono il volto, negli anni è stata più utilizzata per sketch comici che per spaventare.

Appena due anni dopo le sale cinematografiche sono state animate dalla presenza assurda e, se vogliamo, quasi “pagliaccesca” di Saw L’Enigmista diretto da James Wan. Un film claustrofobico, la cui quasi interezza delle scene si svolge in un bagno sporco e vecchio con tre uomini in presa a crisi di nervi, uno dei quali moribondi. Il culmine della storia viene raggiunto quando si svela la vera identità di Saw.

Fortunatissima, invece, è la saga incominciata nel 2013 con L’Evocazione diretto da che narra del canonico copione articolato in una casa infestata da spiriti nella quale hanno vita fenomeni paranormali in cui si sono appena trasferiti i membri della famiglia Perron e che continua ancora adesso con gli spin- off dedicati ad Annabelle, la bambola assassina. Il primo film dello spin –off è uscito ormai nel 2014, ma ha avuto talmente successo da essere seguito da altri due film: l’ultimo, Annabelle 3 diretto da Gary Dauberman, uscito a Luglio del 2019, è ancora presente nelle sale cinematografiche per tutti gli appassionati.

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